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Fotovoltaico2017-02-13T12:26:22+00:00

Perché scegliere un impianto fotovoltaico?

L’installazione di un impianto fotovoltaico ti permette di avere un elevato risparmio energetico sulla bolletta di energia elettrica e ti da la possibilità di utilizzare altri prodotti che utilizzano energia elettrica per abbattere i costi della bolletta del gas.

I prodotti che si possono associare ad un impianto fotovoltaico sono per esempio: pompe di calore per riscaldamento, pompe di calore per riscaldamento acqua sanitaria e pannelli radianti a infrarosso. Inoltre, grazie alle immissioni zero di CO2 puoi anche tu aiutare l’ambiente e garantire un’aria più pulita e sana. 

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FOTOVOLTAICO CONNESSO ALLA RETE:

  1. Come funziona un impianto fotovoltaico connesso alla rete?
  2. Che differenza c’è tra un modulo monocristallino e un modulo policristallino?
  3. Come si determina la potenza di un impianto fotovoltaico?
  4. Quanto produce un impianto fotovoltaico?
  5. Da cosa è composto un impianto fotovoltaico?
  6. Quanto spazio occupa un impianto fotovoltaico?
  7. Si può installare un impianto fotovoltaico in un condominio?
  8. Quanto costa un impianto fotovoltaico?
  9. Cosa succede in caso di blackout?
  10. Quanto risparmio installando un impianto fotovoltaico?

FOTOVOLTAICO AUTONOMO:

  11.Come funziona un impianto fotovoltaico autonomo?
  12.Quanto durano le batterie di un impianto fotovoltaico autonomo?

FOTOVOLTAICO CONNESSO ALLA RETE

1. Come funziona un impianto fotovoltaico connesso alla rete?

I moduli fotovoltaici catturano l’energia solare e producono energia in corrente continua, e l’inverter la trasforma da continua a corrente alternata fornendo 230v (con onde sinusoidali pure) per il funzionamento dei carichi collegati nell’abitazione. L’impianto può fornire onde in 380v installando semplicemente un inverter trifase. L’energia in uscita dall’inverter entra nell’abitazione, quindi in tempo reale utilizziamo l’energia prodotta (l’energia non utilizzata viene versata in rete tramite il contatore Enel di scambio e pagata dal gestore).
L’impianto si spegne e si accende automaticamente: si accende al sorgere del sole e si spegne quando i moduli non hanno irraggiamento.

2. Che differenza c’è tra un modulo policristallino e un modulo monocristallino?

Il modulo policristallino ha una tolleranza al calore superiore e in condizioni di basso irraggiamento produce di più rispetto ad un modulo monocristallino. Infatti si addice maggiormente a impianti installati nel Centro e Nord Italia, zone caratterizzate da nebbia, pioggia e nuvolosità. Il rendimento di un modulo policristallino si aggira intorno all’12% – 14%.
Il modulo monocristallino invece è più adatto in condizioni di alto irraggiamento, quindi su impianti realizzati nel Sud Italia. Il rendimento di un modulo monocristallino si aggira attorno al 14% – 16%, quindi richiede una minore quantità di spazio per ottenere una capacità desiderata rispetto al modulo policristallino.

3. Come si determina la potenza di un impianto fotovoltaico?

La potenza di un impianto fotovoltaico va definita in base a due criteri:
– al consumo energetico in kilowatt annui (parametro solitamente indicato nella bolletta di energia elettrica);
– alle intenzioni future di sfruttare al meglio l’energia gratuita dell’impianto (cioè per le future installazioni di prodotti innovativi allo scopo di abbattere o eliminare il consumo di gas: es. stufa a pellet, condizionatore a pompa di calore, pannelli radianti elettrici, ecc.).

4. Quanto produce un impianto fotovoltaico?

La produzione va calcolata in base alla collocazione geografica dell’impianto fotovoltaico, tramite il rapporto di producibilità che misura l’irraggiamento solare presente in una determinata zona. Ad esempio in Veneto il rapporto di producibilità è di 1,15 e un impianto fotovoltaico con potenza nominale di 3kw avrà una produzione presunta di 3.450kw (basta moltiplicare la potenza nominale per il rapporto di producibilità: 3×1,15=3,45).

5. Da cosa è composto un impianto fotovoltaico?

Un impianto fotovoltaico connesso alla rete è composto da:
– MODULI FOTOVOLTAICI policristallini o monocristallini;
– INVERTER monofase o trifase;
– SEZIONATORI DI PROTEZIONE tra moduli e inverter;
– SEZIONATORI in uscita dall’inverter 230v o 380v in corrente alternata;
In tutti gli impianti connessi alla rete, in uscita dall’inverter è collegato il contatore di produzione (contatore Enel) il quale viene collegato all’impianto elettrico dell’abitazione.
In fase di allacciamento il contatore Enel principale viene sostituito con un contatore bidirezionale in grado di versare in rete l’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico che non viene utilizzata e di prelevare energia quando l’impianto fotovoltaico è spento oppure quando ha una produzione non sufficiente per il funzionamento dei carichi collegati nell’abitazione.

6. Quanto spazio occupa un impianto fotovoltaico?

Le dimensioni di un impianto fotovoltaico dipendono dalle caratteristiche dei moduli utilizzati.
Nel mercato si possono trovare moduli di potenze diverse ma sostanzialmente i moduli standard hanno una dimensione di 1mt x 1,65mt e sono composti da 60 celle fotovoltaiche e sviluppano dai 230w ai 270w. Il modulo attualmente più commerciale è da 250w, quindi con moduli standard lo spazio occupato per ogni kw è di 7mtq. Ad esempio, un impianto fotovoltaico da 3kw composto da 12 moduli da 250w occupa una superficie di 21mtq. Questa è la soluzione più usata qualora non ci siano problemi di spazio, inoltre il rapporto qualità prezzo dei moduli è ottimale (ovviamente selezionando un modulo fotovoltaico di qualità).
Esiste poi una tecnologia alternativa proposta dalla SUNPOWER, la quale propone attualmente due fasce di moduli monocristallino, da 327w o 345w, composti da 96 celle fotovoltaiche con tecnologia maxeon, e misurano 1mt x 1,59mt. Con questo tipo di moduli per ogni kw sono necessari 5mtq. Ad esempio un impianto fotovoltaico da 3kw con 9 moduli da 327w occupa una una superficie di 15mtq. Quest’ultima soluzione è molto utile per ricavare la massima potenza dell’impianto fotovoltaico quando ci sono problemi di spazio.

7. Si può installare un impianto fotovoltaico in un condominio?

Si, è possibile installare un impianto fotovoltaico in un condominio sia a uso personale, anche utilizzando parti comuni, sia a benificio dell’intero condominio.
Secondo l’articolo 5 della Legge 220/2012 Riforma del condominio è“consentita l’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili destinati al servizio di singole unità del condominio sul lastrico solare, su ogni altra idonea superficie comune e sulle parti di proprietà individuale dell’interessato. Qualora si rendano necessarie modificazioni delle parti comuni, l’interessato ne dà comunicazione all’amministratore indicando il contenuto specifico e le modalità di esecuzione degli interventi”.
L’installazione dipende comunque dal parere dell’assemblea con la maggioranza indicata dal secondo comma dell’articolo 1136, cioè è necessaria l’approvazione della maggioranza degli intervenuti all’assemblea che rappresenti almeno la metà del valore totale del condominio (ad ognuno spetta una quota di proprietà espressa in millesimi). In ogni caso non possono essere realizzate innovazioni che pregiudichino la stabilità, la sicurezza, il decoro degli edifici.

8. Quanto costa un impianto fotovoltaico?

Dal 2007 ad oggi il costo del fotovoltaico è diminuito di oltre il 50%. Attualmente il prezzo di un impianto fotovoltaico può variare dai 2.000€ ai 3.000€ per Kw installato. Questo dipende dalla qualità dei materiali proposti (moduli, inverter, strutture di supporto e materiale elettrico), dal servizio proposto dall’azienda e dalla tipologia di installazione (tetto inclinato, tetto piano, integrato, ecc.). Basti pensare che il costo di un singolo pannello solare fotovoltaico è di circa 200-230€, mentre il costo dell’inverter si aggira intorno ai 1.200€.

9. Cosa succede in caso di blackout?

In caso di blackout l’impianto fotovoltaico connesso alla rete smette di funzionare e non eroga più energia; questo si riattiva solo quando la linea della rete sarà ripristinata.
In base alla normativa CEI 0-21 tutti gli inverter dispongono di un sistema di sicurezza integrato che, in caso di blackout o di mancanza di tensione sulla rete principale per manutenzioni, provoca lo spegnimento automatico dell’impianto. Per garantire agli operatori Enel di lavorare in sicurezza, l’inverter entra in modalità standby e l’impianto non eroga più energia. Questa protezione avviene, per gli impianti fino a 6kw monofase, tramite una scheda di interfaccia all’interno dell’inverter stesso; invece per gli impianti trifase, anche se di potenza inferiore ai 6kw, è richiesta un’interfaccia esterna che abilita o disabilita un teleruttore.

Per ovviare al rischio di blackout esistono diverse soluzioni, prima fra tutte l’impianto fotovoltaico autonomo munito di batterie. In questo sistema, non essendovi uno scambio di energia con la rete, non vi è alcun pericolo per gli operatori esterni anche se l’abitazione continua a ricevere energia prodotta in tempo reale dal fotovoltaico. L’impianto autonomo si connette alla linea Enel solo per prelevare energia quando le condizioni di assorbimento lo richiedono: o a seguito di bassa produzione del fotovoltaico o in seguito a un’elevata scarica delle batterie (>90%).
L’inverter dell’impianto autonomo, dai 2kw in su, in presenza di connessione con la linea utilizza gli accumulatori per il 30% della loro capacità; quando l’inverter sente che viene a mancare la connessione con la linea del gestore, utilizza le batterie fino al 90% della loro totale capacità di accumulo, garantendo l’alimentazione elettrica dell’abitazione. In caso di impianto autonomo da 1kw (per applicazioni più contenute) non c’è nessuna connessione con la rete e le batterie vengono usate per tutta la loro capacità. Questo tipo di impianto viene chiamato ad isola.
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10. Quanto risparmio installando un impianto fotovoltaico?

Per calcolare il risparmio derivante dall’installazione di un impianto fotovoltaico bisogna innanzitutto considerare:
– la produzione annua dell’impianto fotovoltaico;
– il costo €/kWh dell’energia (attualmente il costo dell’elettricità varia da 0,18 €/kWh a 0,39 €/kWh).
Ad esempio, se l’energia in bolletta costa mediamente 0,28 €/kWh e il mio impianto fotovoltaico produce 3.000 kWh in un anno e li autoconsumo tutti, nel primo anno avrò un risparmio di 840€.

3.000 kWh  → produzione annua dell’impianto fotovoltaico
0,28 €/kWh → costo medio dell’energia pagato in bolletta
840 €          → risparmio del primo anno

Oppure, considerando sempre una produzione annua di 3.000 kWh, se ne autoconsumo istantaneamente 2.500, risparmio subito in bolletta 700 € e, con lo scambio sul posto, i restanti 500 kWh vengono immessi in rete e venduti al gestore.

L’AUTOCONSUMO della propria energia è il fattore di maggiore convenienza per chi installa un impianto fotovoltaico, e aumentare l’autoconsumo è il modo migliore per massimizzarne i benefici.

Per elaborare però un corretto piano di rientro economico dell’investimento, e capire se conviene installare un impianto fotovoltaico, bisogna considerare anche:
– il tasso di decadimento annuo dei moduli;
– il tasso di crescita annuo del costo dell’energia (kWh), circa 4%.

Un esempio concreto con un impianto da 3kW

Vediamo ora un esempio concreto di quanto si può risparmiare dall’installazione di un impianto fotovoltaico da 3 kw situato in provincia di Padova.
L’impianto è composto da:
– 12 moduli fotovoltaici policristallini SOLARWORLD PROTECT da 250 W
– 1 inverter SMA SB 3000TL
ed è installato sulla falda est di un edificio con inclinazione 25 gradi. La producibilità media è di 1.135 kWh annui per kWp.

Considerando che:
– la produzione attesa dell’impianto installato in Veneto per il primo anno è pari a 3.450 kWh;
– il decadimento annuo dei moduli è dello 0,35%;
– il consumo diurno iniziale dell’utenza cui è collegato l’impianto è di 2.800 kWh annui (corrispondono all’80% del consumo annuo di 3.500 kWh);
– il costo iniziale dell’energia è di 0,28 €/kWh ed è considerato in crescita del 4,0% annuo;
– il costo dell’impianto è di 6.900,00€ iva inclusa e non si considerano finanziamenti;
– la detrazione fiscale del 50% sarà applicata sulla spesa totale dell’impianto e sarà ripartita in 10 anni.

  L’INVESTIMENTO INIZIALE SARÀ RIPAGATO IN SOLI 5 ANNI
  IN 20 ANNI IL RISPARMIO STIMATO È DI OLTRE 27.000 €

FOTOVOLTAICO AUTONOMO

11. Come funziona un impianto fotovoltaico autonomo?

L’impianto fotovoltaico autonomo prevede: moduli fotovoltaici, un inverter collegato alla rete e un pacco batterie. Nello specifico i moduli fotovoltaici producono energia in corrente continua e l’inverter la trasforma in corrente alternata 230vac (a breve sarà disponibile anche l’inverter in 380vac). L’energia prodotta dal campo fotovoltaico alimenta i carichi dell’abitazione e carica il pacco batterie necessario per soddisfare i consumi notturni. Quando il campo fotovoltaico si spegne per assenza di irraggiamento solare, subentrano le batterie per garantire energia elettrica e il funzionamento dei carichi collegati.
L’inverter è collegato alla rete elettrica ma di fatto NON versa energia in rete (le normative attualmente non lo permettono). La connessione con Enel garantisce sempre all’utente una fornitura di energia elettrica qualora si dovesse presentare una bassa produzione di energia dal fotovoltaico o una carica insufficiente delle batterie. Ovviamente il dimensionamento dell’impianto fotovoltaico autonomo viene eseguito sulla base dei consumi reali dell’abitazione, per azzerare i prelievi da enel, e sulla base delle intenzioni future di installare prodotti elettrici innovativi per abbattere o azzerare i consumi del gas.

12. Quanto durano le batterie di un impianto fotovoltaico autonomo?

Le batterie (tecnologia piombo AGM) hanno una durata stimata di circa 9/10 anni.
L’inverter quando rileva la connessione con Enel, utilizza le batterie al 30% della loro reale capacità. Quando invece l’inverter non rileva la connessione con Enel, per esempio in caso di blackout o di manutenzione delle linee, utilizza le batterie al 90% per garantire all’utente l’energia elettrica necessaria. I cicli completi che possono fare le batterie prima di esaurirsi sono circa 2500, utilizzandone solo il 30% della loro reale capacità riusciamo ad allungarne la loro vita.
Con un buon dimensionamento dell’impianto i prelievi dall’Enel possono essere nulli e di conseguenza i consumi contabilizzati in bolletta pari a zero (rimangono gli eventuali canoni fissi).

Per informazioni e ricevere un preventivo
scrivi a info@smeenergia.com

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